martedì 15 agosto 2017

Minniti? su, Alfano? giù, Giovani? fuori!

Se imperassero anche in Italia i sondaggi come negli USA, facilmente riscontreremmo questi orientamenti. Uno favorevole al ministro Minniti la cui linea di fermezza nel regolamentare i soccorsi ai migranti nel Mediterraneo sta producendo frutti; opposto il risultato per il ministro degli esteri Alfano che in 24 ore si è trovato ad autorizzare il ritorno del nostro ambasciatore al Cairo in cambio della promessa di un paio di documenti ma non del nome dei carnefici di Giulio Regeni e il silenzio che sembra avere palesato di fronte alla repentina scarcerazione di due dei tre ceceni che - in 3 contro 1 - hanno pestato a sangue il nostro Niccolò Ciatti riducendolo in in di vita. La Spagna li ha rispediti liberi in Francia dove erano stati accolti quali "richiedenti asilo"(!!!!)
E per i giovani che hanno assistito alla massacro di Niccolò senza muovere un dito in sua difesa indico l'uscio: FUORI! Un comportamento indegno come quello che Dante assegnò agli ignavi.
Mi rattrista e amareggia perché ho sempre difeso la nostra gioventù, ma i filmati di quella sera al St Trop' hanno rivelato al mondo intero la pochezza di questa generazione che, pur manifestando grandi ambizioni, vorrebbe rottamare la precedente ma non muove un passo per difendere un coetaneo. No, un'inazione vergognosa che peserà come un rimorso nella loro memoria.


Mi è doveroso precisare che oggi, 16 agosto, il nostro ministro degli esteri Alfano ha chiamato il proprio omologo spagnolo perché l'iter giudiziario sia breve. Non ci si aspettava forse altro tipo di intervento e prima?

martedì 8 agosto 2017

Marcinelle 8 agosto 1956 ...e l'Italia pianse



Stamane, alle 8,02, i 262 rintocchi della campana di Maria Mater Orphanorum, a Marcinelle, hanno ricordato le vittime della tragedia del 1956

Marcinelle e, soprattutto Bois du Cazier, sarebbero stati nomi sconosciuti nella geografia europea e addirittura belga. Erano invece la località a sud di Charleroi e la sua miniera di carbone dove, poco dopo le 8 dell’8 agosto 1956 si compì una tragedia che causò la morte di 262 lavoratori di cui 136 italiani (per metà abruzzesi) e 95 belgi. Sembra l'abbia causato un errore umano, ma prima o poi sarebbe successo perchè lavorare in quei cunicoli con sopra la testa mille metri di terra deve essere stato di una fatica, di una spossatezza estrema.
Il lavoro poi riprese fino al 1967 quando fu chiusa definitivamente.
L’escavazione nelle miniere aveva fatto affluire in Belgio migliaia di nostri connazionali, ne erano stati previsti 50mila: “età massima 35 anni e in buona salute” così ripartiti: 1000 minatori a settimana in cambio di 200 kg di carbone al giorno,  a prezzo preferenziale, per ogni minatore. Avrebbero viaggiato in treno fino a Namur e da lì smistati nei cinque bacini carboniferi.
Era il risultato dell’accordo sottoscritto a Roma proprio dieci anni prima (23 giugno 1946) tra il nostro Paese e Bruxelles, per l’Italia firmò il capo delegazione, il conte Secco Suardo  e per il Belgio il comte Geoffrey d’Aspremont-Lynden, incaricato d’affari presso l’Ambasciata del Belgio a Roma.
Ci fu una vasta campagna di pubblicizzazione per reclutare i lavoratori come salari elevati, viaggi  ferroviari gratuiti, assegni familiari, ferie pagate e pensionamento anticipato. In realtà, già dall’alloggiamento nelle cantines, le baracche calde d’estate e gelide d’inverno, l’esperienza non fu delle migliori anche perché l’accoglienza dei belgi non fu delle migliori, sulle case era facile trovare scritte alquanto esplicite: ni animaux,  ni etrangers Insomma, un pane guadagnato a caro prezzo.
Condizioni di vita e di lavoro durissime, pagine della nostra Storia che dovrebbero essere citate a scuola. Bene ha fatto il Presidente Mattarella a ricordarlo nel suo messaggio, solo che l'Emigrazione italiana continua; non si va in miniera ma, alla luce dell'attualità dei tempi, per i nostri connazionali non è una passeggiata lasciare le proprie case e affrontare le incognite di un lavoro all'estero.

sabato 5 agosto 2017

Addio a TETTAMANZI, cardinale della contemporaneità

il nostro incontro nel novembre 2010
Stamane, a 83 anni, ci ha lasciati per tornare alla Casa Padre il Card DIONIGI TETTAMANZI; era nato a Renate, in Brianza, nel 1934.
Fu arcivescovo di Milano dal 2002 al 201; guidò la Diocesi di Milano subito dopo il Card Carlo Maria MARTINI e la consegnò all'allora patriarca di Venezia Angelo SCOLA
Ho avuto modo di conoscerlo, apprezzarne le virtù di pastore e posso permettermi di correggere chi lo definisce "il cardinale degli Ultini"
Certo si è parlato di lui per le iniziative presso i carcerati, i rom, i disadattati e i lavoratori in difficoltà; altrettanto fu attento alla realtà sociale, comunque espressa. Considero quindi quella definiziome limitativa della sua opera perchè si seppe muovere con attenzione e concretezza nella contemporaneità del suo tempo. Ecco, Dionigi Tettamanzi fu il Cardinale della contemporaneità.

venerdì 28 luglio 2017

INARRESTABILE L'EMIGRAZIONE ITALIANA

Dalla piccola Valle d'Aosta all'operosa Lombardia continuiamo a espatriare. Aumentano infatti di anno in anno gli Italiani che prendono la residenza all'estero e negli ultimi tempi la regione che maggiormente vi contribuisce è la Lombardia per numero mentre, in rapporto alla popolazione, sono significativi gli esodi da Sicilia, Campania, Veneto e Lazio. Ecco l'elenco degli iscritti all'AIRE, Anagrafe Italiani Residenti all'Estero, al 1° gennaio 2017 per complessive 123.717 unità.  Per chi è interessato all'Emirazione italiana consiglio la lettura di  https://unavaligiadisperanze.blogspot.it/


274   Val d'Aosta

784   Molise

1.067   Basilicata

1.399   Umbria

2.878    Liguria

2.937   Sardegna

3.097   Abruzzo

3.164   Marche

3.497   Trentino A.Adige

3.780   Friuli V.Giulia

5.195   Calabria

6.176   Puglia

6.490   Toscana

8.002   Campania

8.969   Piemonte

9.008   Emilia Romagna

11.059   Lazio

11.453   Sicilia

11.593   Veneto

22.895   Lombardia
totale 123.717

il 1° genn 2016
         erano 4.811.163   gli iscritti all'AIRE 
    diventano 4.934.880   al 1° gennaio 2017 pari all'8,13%    della nostra popolazione

mercoledì 26 luglio 2017

VITALIZI, approvato il pdl Richetti

Con 348 voti a favore, 17 contrari e 28 astenuti, la Camera ha approvato oggi il progetto di legge che riconduce i vitalizi di cui godono oltre 2mila parlamentari al sistema contributivo, come i comuni mortali che vivono di un  lavoro fuori dai palazzi del potere, saranno equiparati alle pensioni dei dipendenti pubblici. Il risultato interesserà anche i consiglieri regionali, per cui, una volta approvato anche dal Senato, tutte le regioni, sia ordinarie che a statuto speciale, si dovranno adeguare.

Resta comunque l'anomalia che un parlamentare può beneficiare della pensione, una volta compiuti i 65 anni di età, dopo aver ricoperto la carica per almeno 5 anni mentre un ex lavoratore dipendente può aspirare a € 650 mensili se ha meno di 20 anni di contributi: decisamente un privilegio intollerabile rispetto ai lavoratori autonomi o dipendenti.
E NON LO SI DEFINISCA POPULISMO PERCHE' VORREBBE DIRE CHE NON SI HANNO ARGOMENTI VALIDI DA OPPORRE. 

martedì 25 luglio 2017

VITALIZI: si vada allo STOP.

FINALMENTE, domani 26 luglio, dopo oltre un mese va in aula il ddl, a firma Matteo Richetti (PD) che prevede l'applicazione della pensione solo su base contributiva a deputati e senatori e l'abolizione dei vitalizi finora in essere. Da parte del M5s sembra si voglia fare dei distinguo per avere la paternità dell'iniziativa che assegnerebbe a Roberta Lombardi.
Ma per favore, non ci si arrovelli in macchiavellismi, non si facciano barricate per la mia, la sua o la tua paternità del disegno di legge: domani a Montecitorio ci aspettiamo che si blocchino i vitalizi di tutti i parlamentari.
"Il vitalizio è un'ingiustizia. Se non riuscissimo ad approvare questa legge ad esultare sarebbero coloro che mantengono il privilegio" ha affermato Richetti. Sono infatti privilegi inaccettabili e quindi non c'è comma o controcomma costituzionale che possa mantenere in vita un vero e proprio abuso pagato dai contribuenti, che spesso faticano a saldare affitti o spese condominiali, bollette di luce e gas!
Auspico un orientamento trasversale verso l'approvazione e confido nel buon senso, quando non nella decenza morale di tutti i sedicenti "onorevoli".
Leggo che, mentrela Lega è favorevole a questo ddl, Forza Italia e Alternativa Popolare  sarebbero contrari e allora la campagna di stampa dovrà essere esplicita affinchè la gente, l'elettorato lo sappia e confini questi partiti a livelli di prefisso telefonico.

Suggerisco la lettura di questo articolo del 16.2.2016 a firma Poalo Bracalini
http://www.ilgiornale.it/news/politica/vitalizio-dei-politici-non-finisce-mai-va-eredit-coniugi-fig-1225224.html


lunedì 24 luglio 2017

LOMBARDIA, ragioni per l'autonomia



Incontrare il Professor Stefano Bruno GALLI è sempre motivo di nuova conoscenza, di arricchimento culturale. Stavolta l’occasione è la presentazione, al Municipio 7 di Milano, del suo ultimo libro dove mi ha fatto onore di affiancarlo.

Gianmaria Italia e Stefano Bruno Galli (foto M.Praderio)


Queste le riflessioni che ho tratto dall’incontro pubblico che è stato preceduto dal saluto di Marco Bestetti, presidente del Municipio 7.
Italia, Bestetti e Galli (foto M.Praderio)
La lettura del libro INTERVENTI INTRAPRENDENTI, Lombardismo Autonomismo Federalismo è una proficua occasione per capire meglio le ragioni del referendum consultivo per l’Autonomia indetto dalla Regione Lombardia per il 22 ottobre 2017.
Gli “Interventi intraprendenti” sono la raccolta di alcuni editoriali, esattamente 24, scritti dal Prof Stefano Bruno Galli dal settembre 2013 al gennaio 2017
Commentando  di volta in volta l’attualità di un evento, esprimono nei fatti e nelle cifre la necessità che la Lombardia abbia una sua autonomia, una regione a statuto speciale affinché sia messa la parola fine ad “un saccheggio fiscale da parte dello Stato centrale”.
L’ambizione all’autonomia non è un progetto campato per aria, ne troviamo riferimento nell’articolo 116, comma 3, della Costituzione. Esso stabilisce che, con legge dello Stato, alle Regioni possono essere attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Il procedimento richiede l’iniziativa della Regione interessata, il parere degli enti locali (obbligatorio ma non vincolante), il rispetto dei principi previsti da un altro articolo della Costituzione, il 119 (che riguarda l’autonomia finanziaria), l’intesa tra Stato e Regione.
Un importante argomento di riflessione è il residuo fiscale, calcolato come differenza tra le tasse pagate (al netto di entrate regionali anche non fiscali a seconda di come viene calcolato) e la spesa pubblica complessiva ricevuta, è la prova di questa aspirazione. D’altronde, da una ricerca di Eupolis Lombardia leggiamo che “vi sono ingenti differenze tra le regioni italiane, con residui fiscali positivi al Nord, soprattutto nelle regioni a statuto ordinario, Lombardia in testa, e negativi al Sud”; per eliminare tale stortura lo studio propone tre strade: superamento dei criteri di ripartizione delle risorse statali basato sulla spesa storica, la rimodulazione della struttura impositiva e dei meccanismi perequativi, l’individuazione di nuovi margini di autonomia regionale che consentano di trattenere una maggiore quantità di risorse”.
Il residuo fiscale della Lombardia è in continuo aumento: già due anni fa, secondo uno studio della CGIA di Mestre, era di 53,9 miliardi di euro, Panorama l’ha recentemente quantificato in quasi 57 miliari, pari a 5.641 euro pro capite.
Galli riprende un pensiero dell’ideologo Gianfranco Miglio (nel gennaio 2018 si celebrerà il centenario  della nascita): “Non è certo una preferenza filosofica, o ideologica, che mi spinge a cercare soluzioni di tipo federale alla crisi del nostro Paese, ma la semplice constatazione che il centralismo, in Italia, ha giocato tutte le proprie carte e ha perso la partita.“
la raccolta degli editoriali (foto G.Italia)
 non è solo l’aspirazione per l’autonomia il tema che il libro trasmette, ma anche un marcato sentimento di amore e di difesa della Lombardia; Galli lo esprime esplicitamente nel contestare al regista Paolo Virzì il film Il Capitale umano uscito nel 2013, una pellicola che tanto ha fatto discutere e che il Professore definisce “una colossale truffa ideologica, una vera e propria mistificazione culturale inaccettabile”.

Concludendo, l’immagine che se ne trae dalla lettura del libro Interventi intraprendenti e, soprattutto, dall’incontro col Prof Galli, è che la Lombardia non può essere il cavallo che tira più degli altri, la mucca da spremere per compensare chi fornisce meno latte o il figlio eccellente da presentare per far fare bella figura all’intera famiglia; non va  dimenticato che la nostra regione, con il Baden Wurttenberg (Stoccarda), il Rodano-Alpi (Lione) e la Catalogna è uno dei 4 motori d’Europa.
Gli incontri pubblici del Prof Galli richiamano sempre molto interesse