domenica 15 gennaio 2017

Grandi nomi al PREMIO ITALIANI NEL MONDO

Ileana Salvador, medaglia d'argento a L'Aia (1989)

La seconda edizione di questa iniziativa, che ho ideato nel dicembre 2015 e che rientra tra i più importanti conferimenti dell'ASI, Associazioni Sportive Sociali Italiane, si celebrerà domenica 29 gennaio a Fiuggi, nel Teatro Comunale.
Il "Premio ASI ITALIANI NEL MONDO", attraverso le valutazioni da parte di una commissione composta da sei dirigenti dell'ASI*, si prefigge di gratificare nostri connazionali residenti all'estero e che si stanno distiguendo nei settori Cultura, Sociale e Sport.
Luisella Suberni Piccoli
In occasione del felice esordio il 20 marzo 2016 a Napoli  premiammo: Maria SARTORI PLEBANI, Lussemburgo (cultura), Bruno RONCARATI, Londra (sociale) e Andrea GALBIATI, New York (sport).
Quest'anno il Premio va a due eccellenze:
- per lo Sport alla straordinaria marciatrice Ileana SALVADOR. Dopo avere portato all'Italia numerosi successi internazionali (suo il più ricco medagliere di specialità) e fissato tre record mondiali che tuttora detiene, vive da una ventina d'anni in Svezia dove ha messo la propria griffe in quattro titoli assoluti. Si è laureata in Pedagogia ed è ora un'apprezzata funzionaria della nostra Ambasciata a Stoccolma;
- per la Cultura  alla regista teatrale Luisella SUBERNI PICCOLI.
Triestina d'origine vive da trent'anni in Lussemburgo dove ha costituito la compagnia Treatrolingua che mette in scena opere di Goldoni, De Filippo, Tofano, Garinei e Giovannini, Italo Svevo e altri celebri autori italiani. Il 25 maggio sarà al Teatro Hamlet di Roma per presentare l'originale piéce "Và all'Inferno, Dante!".
Gaetano Indomenico

- per il Sociale abbiamo due premiati:
un Italiano che vive all'estero: Gaetano INDOMENICO, originario di Floridia (Siracusa) dove nacque l'11 gennaio 1939. Trasferitosi ne1964 a Hartford (Connecticut, Usa) lavorò come muratore, ma si mise presto in proprio e ora è un imprenditore edile fra i più affermati; ha lodevolmente contribuito a iniziative sociali e culturali della sua città natale e all'avvio di attività imprenditoriali come l'ippodromo Mediterraneo e Marconi Italia.
Delfina Licata

Il seondo premio per il sociale non varca i confini nazionali; si è deciso di premiare la FONDAZIONE MIGRANTES che quest'anno celebra i 30 anni e che, attraverso l'annuale Rapporto Italiani nel mondo, dal 2006 pubblica tutti i numeri dell'Emgraziome italiana: province di provenienza, paesi di destinazione, fasce d'età e saggi in un volume di 500 pagine. Un meticoloso e autorevole lavoro di ricerca magistralmente coordinato da Delfina LICATA, e a cui attingono tutti gli organi d'informazione.

* mimbri della commissione: Natalina Ceraso Levati, Sebastiano Campo. Vittorio Fanello, Sandro Giorgi, Giuseppe Scianò e, quale coordinatore, Gianmaria Italia.
Il Gruppo Teatrolingua diretto da Luisella Suberni Piccoli

mercoledì 11 gennaio 2017

CCIAA Milano, richieste di pagamento anche dopo sei anni

Dalla CCIAA di Milano, attraverso Equitalia, può arrivare una richiesta di pagamento di € 128,17
Fin qui tutto appare possibile, un po' meno se si tratta di un importo che include oneri di riscossione, sanzioni pecuniarie ecc. per il diritto annuale di iscrizione alla Camera di Commercio di Milano del 2010.
Sì, del 2010 e allora l'accettazione di un addebito del genere è ancor meno facilmente digeribile, se poi aggiungiamo che per la CCIAA tale addebito non va in prescrizione e che questa Istituzione rappresenta il fiore all'occhiello dell'economia italiana lascio a lettrici e lettori di questo post ogni personale deduzione.
Ma il presidente Carlo Sangalli è a conoscenza di questi ritardi?
Volete che faccio un elenco di quanti e quali documenti si possono cestinare già dopo  cinque, se non due, anni?
Per questo chiedo alla Dirigenza della CCIAA: è mai possibile che ci si accorga solo dopo 6 (sei) anni che un'azienda ha omesso di pagare € 88,00 (perché questa è la quota del diritto annuale)?
Mi riprometto di andare personalmente in via Meravigli per chiedere, non certo un trattamento di favore (giammai), ma, a nome della persona ex iscritta ala Camera di Commercio, se questo è un bel modo di presentare la propria efficienza.

martedì 10 gennaio 2017

Vilipendio alla bandiera da due altoatesini

Due giovani italiani in vacanza in Thailandia hanno strappato alcune bandiere di quel Paese.
Se la sono cavata con una pena alquanto mite: multati ed espulsi.
Una volta arrestati, alquanto sorpresi avevano dichiarato che in Italia "la bandiera non è così importante".
Ma cosa dicono?
A parte che non è affatto vero perché l'art 292 del codice penale è dedicato al vilipendio alla bandiera, sarà il caso che appena tornano in Aldo Adige siano convocati da un nostro giudice e appropriatamente redarguiti, oltretutto hanno "oltraggiato" l'Italia  perchè, con il loro comportamento, hanno fatto fare una brutta figura al nostro paese.
Mentre il pensiero corre a qualche simile episodio nostrano vorrei anche rivolgermi ai loro genitori e alle scuole che li hanno avuto per allievi: ma che cosa avete insegnato loro?


domenica 1 gennaio 2017

Il sostegno di Sergio MATTARELLA ai nostri giovani emigrati

Non meno significative le parole del Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno: 
“…a tutti gli italiani, a quelli che risiedono e a quelli che ne sono lontani per lavoro o per studio e sentono intensamente il vincolo di appartenenza alla patria. (....) Avete conoscenze e potenzialità molto grandi, deve esservi assicurata la possibilità di essere protagonisti della vita sociale. Molti di voi studiano o lavorano in altri paesi d'Europa: una grande opportunità, ma deve essere una scelta libera; se si è costretti a lasciare l'Italia per mancanza di occasioni si è di fronte ad una patologia a cui bisogna porre rimedio. I giovani che decidono di farlo meritano sempre rispetto e sostegno e quando non si può riportare nel nostro paese l'esperienza maturata all'estero viene impoverita l'intera società”.

Occorre forse aggiungere altro?

sabato 31 dicembre 2016

La denuncia di Papa FRANCESCO: "debito verso i giovani costretti ad emigrare"

Ci voleva Papa Francesco a riportare l'attenzione sulla realtà, una dura triste realtà: l'emigrazione giovanile.
Lo vado sostenendo da lungo tempo: venticinque anni fa da testimone diretto, poi da giornalista e da sei come padre: l'emigrazione italiana non è mai cessata, ma i maggiori giornali e i politici l'hanno sempre ignorata o snobbata; nei talk show ospitano quasi sempre opinion maker con scarsa conoscenza della realtà, quindi inadeguati. Quando poi non sono invitati solo per presentare il loro ultimo libro.... Ve ne siete accorti, vero
Ci sono voluti, purtroppo, i tragici fatti del  Bataclan a Parigi  con la morte di Valeria Solesin e  ai mercatini di Berlino con quella di Fabrizia Di Lorenzo per scoprire (!!!) che le nostre giovani non erano lì in gita organizzata ma per trascorrere qualche ora di spensieratezza, una parentesi concessa dallo studio o  dal lavoro all'estero: punte di un iceberg immenso.
Papa Francesco ha dato testimonianza di tutto questo. Nell'omelia del Te Deum di ringraziamento per l'anno che si stava concludendo, ha dichiarato:
"Non si può parlare di futuro senza assumere responsabilità che abbiamo verso i nostri giovani; più che responsabilità la parola giusta è debito. Li abbiamo emarginati e costretti ad emigrare o a mendicare occupazioni che non esistono".
Ora vorrei poter guardare negli occhi tutti quegli stolti che hanno sempre girato lo sguardo dall'altra parte, a quei politici che hanno privilegiato la loro carriera per raggiungere od incrementare il loro vitalizio, che occupano posti di alta responsabilità statale senza avere un "pezzo di carta" all'altezza del compito mentre chi lo possiede (Fabrizia aveva conseguito due lauree e frequentato un master tedesco!) deve fare le valigie, lasciare la famiglia in lacrime e cercare il futuro lontano da casa, all'estero.
Ma questi strapagati sedicenti onorevoli che si trincerano dietro la più fasulla delle difese: "siete i qualunquisti dell'antipolitica" (li correggo subito: siamo avversi a politici di tale risma) hanno mai provato a cercarsi un lavoro e a difenderlo?
Per molti probabilmente NO, e allora facciano i bagagli e vadano all'estero e provino a sostituire quei nostri talenti che invece andrebbero benissimo ad occupare posti di responsabilità in Italia, cosa che fanno all'estero; li voglio indietro perché, grazie alle loro capacità, oggi contribuiscono alla crescita economica del paese che li ospita e, giustamente, gratifica.

venerdì 23 dicembre 2016

DANKE ITALIA, ma non mancano i saccenti dell' "era meglio prenderlo vivo"

Sono alquanto perplesso che siano stati divulgati nomi e volti dei due agenti di Polizia, addirittura da elevate cariche del Governo.  A me preme invece mettere in rilievo il messaggio della Polizia berlinese e quanto la stampa estera ha titolato per questa importante operazione:

"Grazie e pronta guarigione ai colleghi feriti. Danke fur die Understutzumg & gute Besserung dem verletzten Kollegen". (Polizei Berlin)

 e questi i titoli:

"Terror in Berlin. ES IST VORBEI!"(Bild) che il giorno dopo onorava il nostro poliziotto "Der Held von Mailand" (l'eroe di Milano)

Attentaeters Amri in Mailand   (Frankfurter Allgemeine Zeitung)

Anis Amri in Mailand erschossen   (Die Tageszeitung)

So kam der mutmasslicher Attentater Anis Amri nach Mailand (Welt)

Anis Amri in Mailand erschossen   (Der Spiegel)

Polizei fand Anis Amri duch Zufall  (Sudedeutsche  Zeitung)

L'auteur présumé de l'attentat de Berlin Ansi Amri a été tué dans une fusillade à Milan  (Figaro)

Attentat de Berlin: le suspect tunisien, Anis Amri, a été abattu à Milan   (Le Monde)

Berlin terror suspect shot dead in shootout with Italian police (The Times) 

Berlin Rampage Suspect killed by Italian Police in Gun Battle (The New York Times)


Ovviamente non potevano mancare commenti per distinguersi, magari pure in buona fede, come chi ha affermato, anche su giornali, “Era meglio prenderlo vivo”. Certo che col senno del poi se ne possono dire tante; spiego loro che non sempre è possibile, anche perché i due poliziotti non potevano immaginare di avere di fronte il più ricercato terrorista d'Europa, oltretutto l'agente ha sparato immediatamente e con precisione reagendo ad un attacco criminale.
Basta riandare ad altre cronache per rilevare che negli scontri a fuoco i terroristi sono sempre stati freddati . E poi, chi ce lo dice che, una volta arrestato, Anis Amri avrebbe parlato? Non escludo invece che, dopo qualche giorno, avremmo assistito alla presa di distanza di questa o quella associazione ipergarantista, alle iniziative di solidarietà di questo o quel movimento o partito intenzionato ad andare a confortare il terrorista in prigione: un'arancia o una sigaretta non si negano a nessuno.

A proposito: la consigliera 5 stelle Buscaglia, che ha recriminato per la sua morte, avrà scritto qualcosa su Fb dopo la strage di Berlino in cui sono state uccise 12 persone ....innocenti?