lunedì 22 agosto 2016

RIO: “ventotto medaglie, allora traguardo raggiunto”



Si dice che Malagò, il presidente del CONI, alla vigilia della partenza per le Olimpiadi abbia dichiarato che l’obiettivo era 25 medaglie, se non 26. Ne abbiamo conquistate 28 e allora è un successo. Non mi è dato sapere cosa avevano previsto in altri Paesi europei come Gran Bretagna (secondo dopo gli USA con 67), in Germania e Francia con 42…
Se anche lo Sport diventa un freddo budget qualcosa non mi è più chiaro perché sarebbe stato meglio dettagliare in quali discipline si era pronosticato il podio, essere cioè tra i primi tre al mondo. Qualcosa però è trapelato e definirsi soddisfatti vedendoci fuori dagli inni, anche solo dall’alzabandiera, sport sui quali ci davamo tra i medagliati non ci lusinga, mentre occorre dire grazie ai tiratori a cui va il merito, con 7 medaglie (4 ori e 3 argenti), di detenere il 25% della “quota azionaria” del nostro palmares; come non elogiare quindi Niccolò Campriani, Diana Bacosi e Gabriele Rossetti?.
Alla vigilia, al Coni avrebbero puntato sull’oro di Fabio Basile (judo) e sull’argento di Rachele Bruni e della coppia Nicolai e Lupo (beach volley)?
Tra una settimana tutti quegli sport che ci hanno fatto palpitare, che ci hanno emozionato vedendo salire il nostro Tricolore o, meglio ancora, ascoltare l’Inno di Mameli, passeranno nel dimenticatoio; i resoconti delle rispettive gare troveranno ospitalità in cronache televisive di tarda serata o tra poche decine di righe sui quotidiani sportivi. Quei medagliati di Rio faranno la coda come noi alla cassa del supermercato o allo sportello di un ufficio anagrafe e, sconosciuti come noi, affolleranno, bus e metropolitane. Quale azienda li eleggerà a testimonial del loro brand?
Onore dunque a questi eroi olimpici a cui dobbiamo palpitazioni e gioie durate qualche ora di questa estate  mentre un flirt nato sulla spiaggia durerà almeno quanto un’abbronzatura.

venerdì 12 agosto 2016

La bandiera europea di Elisa Di Francisca

Tutto il mondo ha potuto vedere la nostra Elisa Di Francisca che, medaglia d'argento nel fioretto individuale a Rio, ha sventolato la bandiera stellata dell'Unione Europea.
Un gesto che tantissimi, come me, hanno apprezzato, altri no ed è scoppiata una polemica che sconcerta se rileviamo che tra questi c'è anche qualche europarlamentare da noi stipendiato.
Non ci viene quotidianamente ripetuto il ritornello che siamo europei? L'Italia non fa parte dell'Europa?  Sui nostri edifici pubblici non esponiamo la bandiera azzurrostellata accanto al Tricolore? E allora, dove è il problema? Vogliamo forse mettere in dubbio che sul podio Elisa non si sia commossa nel vedere salire la bandiera italiana?
Sarà bene ricordare a qualcuno che siamo tra le sei nazioni fondatrici della CECA e del MEC.
Se poi aggiungiamo che la nostra Di Francisca ha lanciato l'appello dell'unità contro il terrorismo...
E allora smettiamola di cercare, inutilmente, il pelo nell'uovo pur di sollevare una sterile polemica, pur di essere sempre contrari, a prescindere.
Mi riempie d'orgoglio che l'abbia fatto un'Italiana; bene dunque ha fatto Elisa, e confido sia imitata da altri.

mercoledì 3 agosto 2016

MARCINELLE, sessant'anni fa

Alle 8:10 dell'8 agosto 1956, a Marcinelle poco a sud di Charleroi  (Belgio), si sprigionò un incendio in un pozzo nella miniera di carbone Bois du Cazier.
Si ritiene sia stato causato da un errore umano per il quale perirono 262 persone di dodici diverse nazionalità, soprattutto italiana (136 vittime) e belga (95).
Una tragedia agghiacciante; i minatori rimasero senza via di scampo, soffocati dalle esalazioni di gas. Le operazioni di salvataggio si protrassero fino al 23 agosto quando uno dei soccorritori, smorzando la più flebile speranza, esclamò in italiano: "Tutti cadaveri"
La tragedia portò a conoscenza dei più il tributo umano agli accordi italo-belgi sottoscritti nel 1946: l'Italia avrebbe inviato in Belgio, ogni settimana, 2000 uomini di età non superiore ai 35 anni; si era stimata una massa di 50mila lavoratori, ne partirono complessivamente 63.800
Il primo treno lasciò Milano la sera del 12 febbraio 1946 con destinazione Namur.
La tragedia di Marcinelle rivelò al mondo intero le difficili condizioni operative  e  di vita esaltando, purtroppo a prezzo di vite umane, il valore dei lavoratori italiani...ieri e oggi.

giovedì 21 luglio 2016

Andrea Galbiati, fiero allenatore italiano, va a Rio


Sono particolarmente lieto di annunciare che un Amico, affermatosi quale ottimo coach negli USA e per questo premiato dal CONI, dall'USSMB e insignito dall'ASI Nazionale del Premio Italiani nel mondo, sarà alle Olimpiadi di Rio quale allenatore. Parlo del monzese Andrea GALBIATI che nell'ultimo anno ha ricevuto significativi riconoscimenti; si appresta ora a raccogliere un'altra importante gratificazione: andrà a Rio come coach di uno dei suoi numerosi atleti, vale a dire della campionessa di boxe Jennifer CHIENG (con lui nelle foto). Andrea Galbiati, classe 1970, nel suo fulgido palmares include quattro titoli italiani, uno europeo e due mondiali di kick boxing; da 26 anni si dedica all'attività di allenatore di boxe, kick, mma trovando affermazione negli USA dove, tra l'altro, ha meritato anche l'appartenenza al famoso circuito di Mixed Martial Arta UFC Ultimate Fighrìting Championship. Ora, a 46 anni, può quindi vantare un'esperienza davvero ragguardevole; si pensi che importanti arene come il Madison Square Garden di New York e la MGM Gran Casino di Las Vegas ospitano gli incontri della sua scuderia di fighters. Fra questi, appunto, Jennifer Chieng (30 anni, madre di un bimbo di 4) che è originaria della Federazione Stati Micronesia. Jennifer combatte nella categoria meno 60 kg e sarà sui ring olimpici dopo una serie di successi conseguiti nei Golden Gloves NY e la medaglia d'oro ai Pacific Games. A Rio Jennifer Chieng sarà la portabandiera della Micronesia nella cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici. Da parte sua Andrea le sarà vicino all'angolo del ring, insieme al coach della Nazionale della Micronesia Erick Divinagracia, per darle preziosi consigli e non mancherà comunque di portare con sé le immancabili bandiere d'Italia e di Monza a cui è orgogliosamente legato.


domenica 3 luglio 2016

Mario Calabresi: l'esercito invisibile che solca il mondo

Questo l'incipit con cui, sulle pagine di Repubblica,  il suo direttore Mario Calabresi, rende omaggio ai nostri Connazionali che ogni giorno si esprimono, e sempre al meglio, all'estero.
Lo fa con delicatezza e rispetto ricordando, insieme ai nove Italiani trucidati a Dacca, i tanti altri morti all'estero e di cui solo la cronaca di un grave attentato, ha fatto conoscere.
Gente che, silenziosamente, porta ogni giorno onore all'Italia
Grazie Direttore

venerdì 10 giugno 2016

Solo per l'ISTAT esiste e cresce l'emigrazione italiana mentre per i politici?

"Il bilancio è negativo per gli italiani (-72.000 unità) e positivo per gli stranieri (+205.000)", dice Istat nel suo ultimo rapporto, precisando che a lasciare il Paese per trasferirsi all'estero sono state nel complesso 147.000 persone, di cui oltre 100.000 con cittadinanza italiana", ma per i nostri politici sono numeri su cui sorvolare, tanto, secondo loro, non portano voti.
Nient'affatto perchè, come ho fatto recentememnte notare ad alcuni neo eletti consiglieri comunali ed aspiranti sindaci, i nostri Emigrati, che pure ne hanno diritto, non si sobbarcano le spese di viaggio per tornare in Italia per le elezioni amministrartive, ma hanno lasciato in Patria famigliari ed amici.
Credete che politici ed apprendisti tali l'abbiano capito? 
Nessuno di loro mi ha risposto e allora due sole sono le deduzioni: o non gliene importa nulla oppure sono degli incompetenti. 
Non mi sorprenderebbe nessuna delle due; d'altronde non credo neppure che abbiano capito le due epigrafi Numerus rerum omnium nodus, Numerus reipublicae fundamentum che campeggiano solenni all'esterno della sede dell'ISTAT, in via Cesare Balbo, a Roma. La prima è tratta da un brano ciceroniano mentre la seconda è esplicita: "Il numero è il fondamento della cosa pubblica"
E i nostri Italiani costretti ad emigrare? Suvvia, sono solo dei numeri.

mercoledì 1 giugno 2016

41° Monza Sport Festival


L'USSMB, Unione Soc. Sportive Monza Brianza, rinnova l'annuale appuntamento con questa manifestazione che ha tutti i requisiti per accogliere bimbi e adulti in Autodromo nei giorni 11 e 12 giugno dove saranno presenti un'ottantina di diverse attività più dettagliatamente descritte nel sito  http://www.ussm-mb.it/
Un paio di informazioni importanti: ingresso e parcheggio sono gratuiti!
E, per gli addetti ai lavori, la conferenza stampa si terrà, sempre in Autodromo, alle 18 di marted' 7 giugno.
Un'occasione che entusiasmerà; Vi aspetto quindi tutti, anche perché sarò, e per il 20° anno, lo speaker...